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15 dicembre 2011

certe case di campagna non sono tali senza i cani da caccia, per lo più bracchi di vario colore. sono cani leali e ricettivi nei confronti dei comandi, instaurano un rapporto semplice e chiaro con chi li tratta con semplicità e chiarezza. assumono atteggiamenti dominanti solo se l’uomo approva e se la circostanza lo richiede.
quando sono lasciati liberi sono felici, quando sono chiusi nel recinto chiamano i forestieri di passaggio.

8 dicembre 2011

Naomi Watts in King Kong

8 dicembre 2011

INLAND EMPIRE – Accenno d’analisi

Guardando e cercando di vedere tra le righe di INLAND EMPIRE, la questione che si pone è se il film abbia “pagato il conto che c’era da pagare”, riprendendo una delle frasi guida.
Altro luogo di Holliwood, come Mulholland Drive, altra attrice bionda, come Naomi Watts, collocata qui al doppiaggio nella sala dei guardiani, voce di uno dei conigli che dialogano senza apparentemente comprendersi.
Se abbia pagato il conto con la splendida interpretazione della Watts, sfuggita a qualsiasi “analisi”, come anima femminile che torna come fantasma e trasfert e spirito imprendibile, Nastassia Kinski senza una gamba alla fine del film che si guarda attorno e dice: “it’s all so sweet!”.
Nessun conto sembra dunque essere stato pagato [apparentemente], David Lynch è diventato HOLLYWOOD, un luogo di Hollywood. C’è da fare, da brigare, da essere guidati, “manca” il regista.
Il film è stato rispetto a Mulholland Drive un fallimento commerciale. La Watts è l’attrice hollywoodiana che ha il miglior rapporto budget-incassi, alla faccia di Mulholland Drive e della nicchia lynchiana, “lei” è quella che paga.
<che l’attrice Laura Dern sia stata maltrattata nel film è fuor di dubbio.

3 dicembre 2011

Mulholland Drive – accenno d’analisi

capire come nasce un film, nella mente dell’autore, è opera da psicanalisti, non da critici. inventarsi psicanalisti, secondo quanto disse Deleuze, l’unico interprete è Freud.
Vediamo dunque come applicare l’interpretazione a film palesemente e intenzionalmente da decifrare. non tanto perché l’autore volesse porre degli enigmi, quanto perché per la loro vaghezza ed indefinitezza si propongono appunto come materia da lavorare.
David Lynch fece di Mulholland Drive un film rileggendo il materiale girato per una serie televisiva. è un film da scoprire in quanto già collocato ad un doppio livello di lettura. l’autore scappa dunque un po’ più nel profondo col montaggio ed è necessario inseguirlo.
porterò qui un esempio dato da un distico di scene apparentemente prive di “senso”, ma che sono chiarificatrici nel rendere il quadro della pellicola, per dare corpo alla visione.
presupposto per la lettura di quanto segue è aver visto il film.

in una scena adam kesher, il regista, torna alla propria lussuosa abitazione e trova la propria moglie o compagna a letto con un’altro uomo. viene pertanto malmenato da quest’ultimo dopo aver assunto dei comportamenti umilianti e poco virili, quali l’aver coperto di vernice rosa i gioielli della moglie.
dopo un intermezzo una nuova scena si verifica nella stessa casa. un grosso gangster entra proclamando il nome adam kesher a voce alta, come per cercarlo. la moglie e l’amante tentano di cacciare fuori di casa l’energumeno ma soccombono per la forza imponente dello stesso, il continua a gridare “adam kesher”.

Come interpretare queste scene? qual è l’intento umoristico? la mia interpretazione è che il secondo uomo a confrontarsi con i due amanti sia sempre lo stesso. I due amanti hanno reagio contro due intrusioni “gemelle”. Lo scarico energetico vittorioso contro il primo intruso ha avuto l’inevitabile contropartita nella sconfitta contro il secondo visitatore.
Il “nome” di adam kesher [molto freudianamente] vilipeso dal primo episodio, è stato ribadito e rivendicato con forza nel secondo, ove quel chiamare non era altro che riportare l’affermazione di esistenza allo scomparso, l’uomo che era stato anichilito.

2 dicembre 2011

Ciao mondo!!

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